Tutto quello che vi serve per capire meglio le Cronache d'Umbra lo trovate qui.

Della Scorza e di altre faccende

 

Stefano Basile è un “alfista”, quando si sposta in macchina si mette alla guida di un'Alfa Brera.

Sappiamo che la sua è una passione di lunga data, molti anni fa (quando era giovane) scorrazzava per Perugia con una rombante Giulia GT.

Ogni tanto Stefano ama andare in giro in moto perché ritiene che gli si addica molto. Possiede una Yamaha R6.

   

3

 
   

Frego è un termine del dialetto perugino che non trova riscontro o similitudini negli altri dialetti regionali. Frego, frega e freghi o freghe, significa ragazzo/ragazza, amico, fidanzato/a eccetera, in base al contesto nel quale viene utilizzato.

I “Freghi” di Stefano Basile sono un gruppo di giovani della provincia di Perugia dedicati a.... Forse ne sapremo di più prossimamente, raccolti intorno alla figura di questo Daeva ribelle.


    3
   
   

La Settevalli è una delle grandi vie di Perugia, posta quasi in “pianura” rispetto alla città. Un tempo era una delle vie di accesso alla città per chi veniva dalle zone sud occidentali della regione, oggi questa funzione è stata del tutto soppiantata dal più comodo raccordo autostradale.


Tuttavia la Settevalli rimane importante poiché taglia una zona pianeggiante dove si sono stati edificati una serie di grandi esercizi commerciali all'ingrosso, e inoltre è una via di raccordo tra Perugia e alcune frazioni intorno alla città. Di notte è estremamente trafficata a causa del mercato della prostituzione.

    3
   
   

In foto abbiamo un'immagine della stazione F.S. costruita sul finire del secolo Diciannovesimo per collegare Perugia alle altre città d'Italia. La zona intorno alla stazione, al tempo della sua costruzione, era la periferia della città, oggi è un quartiere densamente popolato con esercizi e servizi per tutti i gusti.

    3
   
   

Questa grande arteria in salita parte dalla Stazione di Fontivegge e termina di fronte a Porta Conca, ai piedi delle vecchie mura medioevali della città, conta numerose traverse e altrettanti quartieri nei vari avvallamenti che sono sia residenziali che economici.


    3
   
   

La storia della Città di Perugia, dalla fondazione degli Etruschi ai giorni d'oggi è molto lunga e complessa. Con l'aggiunta della storia dei Dannati, orientarsi nelle epoche di Perugia diventa un'impresa veramente ardua, specialmente perché i vampiri (molti dei quali l'hanno vissuta in prima persona) raramente parlano o ragionano dell'argomento seguendo un metodo capace di spiegare compiutamente i fatti a chi ne è estraneo.

Per aiutare fissiamo alcune date per definire un minimo di cronologia.

1861: Giacomo Danzetta detronizza la Lancea Sanctum e assume il titolo di Augusto Barone, Principe dei Fratelli dell'Umbria e Signore di Perugia

Seconda Guerra Mondiale: Iona ci ha detto che durante questi anni vi fu grande instabilità nel Dominio dell'Augusto, tanto che per poco non si rischiò la completa anarchia. Sempre questi anni Patricia Swalchech, progenie del Barone, entra nel Circolo della Megera.

Anni '70-80: Stefano Basile ricorda il periodo come la Para-Nera, nel quale un supposto “Losco Figuro” tramava per destabilizzare il Dominio dell'Augusto Barone, spingendo i Fratelli a tradire il loro signore. Nel clima di cospirazione creato, molti vampiri – spesso estranei – caddero vittime di macchinazioni politiche.

Anni '90: Dopo la fine di quella che i Carthiani ricordano come la Para-Nera comparve un essere chiamato da tutti il “Mostro” (a parte Iona che lo chiama “Mucchio di Merda”). I Pagani del Circolo della Megera lo ritengono un essere soprannaturale connesso alla loro religione; per i Carthiani è qualcosa di “strano” su cui non sanno nulla, ma è sicuramente parte della Para-Nera.

   
3
   
   

Nel Mondo di Tenebra c'è l'usanza universale d'accostare a ogni nome proprio che riguarda i vampiri, dei termini più popolari e correnti che vengono usati indifferentemente. I Daeva sono le Succubi, i Mekhet sono soprannominati le Ombre, i Lancea Sanctum si definiscono Consacrati e così via. La tendenza conta numerose varianti, tra cui a Perugia è invalso l'uso del termine “Lorsignore” con falsa reverenza, da parte dei Carthiani nei confronti del Primo Stato. Il termine è stato elaborato in risposta al fatto che i “Lorsignori” hanno sempre definito tutti i vampiri non appartenenti alla loro congrega come “zotici”.


   
3
   
   

Situato nella Media Valle del Tevere, sulla sponda sinistra del Fiume, questo insediamento medioevale un tempo parte del territorio di Perugia, è oggi uno comuni di maggiore estensione della regione, ma a parte la zona circostante la città, la gran parte di esso è collinare o montano, estendendosi dal massiccio del monte Peglia al LagoTrasimeno.

.

È conosciuta per essere una città a vocazione industriale e commerciale (specialmente il laterizio) e in questi anni la sua espansione urbanistica è reale, i vampiri ovviamente no... Ovviamente?...

Ingrandimento del cerntro abitato di Marsciano. Da questa immagine si nota bene la distanza tra il fiume e l'abitato.

    3
   
   

Entrando nel centro storico della città, attraversando le mura sotto i Tre Archi, il primo locale che si incontra è un pub in stile irlandese chiamato Buskers. Chissà chi è vampiro che si reca lì a caccia, avrà intercettato Anchise?

I pub in stile anglosassone sono molto diffusi a Perugia, qui sotto un'immagine dell'interno del “Birraio”

    3
   
   

La Biblioteca Comunale della città si trova in un bellissimo palazzo a Rione Porta Sole, qui c'è l'indirizzo del sito web.

La Domanda: “quanto delle Cronache d'Umbra è nato in quel palazzo?” è più che legittima, ma la risposta la conosce solo l'autore.

   
3
   
   

 

Il rione Porta Sole prende il nome dalla Porta del Sole, la quale a sua volta prende il nome dal “colle del sole”, cioè della sommità (oggi ovviamente non visibile) su cui è eretto il quartiere. Perugia, posta tra i territori etruschi e umbri in posizione dominante sul Tevere che ne delimitava i confini, nacque da insediamenti villanoviani (fin dal IX secolo a.C.) riunitisi nel VI sec a. C. sui Colle Landone (sotto piazza Italia, al capo opposto di Corso Vannucci) e Colle del Sole, separate da una sella, Il perimetro della città di circa 3 km, fu creato in simbiosi con i colli e La cinta muraria si presentava in pianta a forma di trifoglio ed era munita da almeno 7 porte d’accesso, di cui 6

sono tuttora esistenti e riconoscibili nelle loro impostazioni e strutture originarie etrusche, anche se modificate in parte dai Romani e nel medioevo.

Il riferimento al sole è dato sicuramente ai primissimi culti pagani della città, e i monaci camaldolesi che costruirono un convento secoli fa, sostennero di averlo eretto sopra il sito dell'antico Tempio del Sole. Il patrono del rione è San Romualdo.

  Stemma del Rione
    3
   
   

Nelle ultime due puntate delle Cronache d'Umbra si è più volte parlato della “Vista”, cioè della Disciplina dell'Auspex. Quindi reputo una buona idea compiere un breve excursus su aspetti tanto immediati quanto importanti come i modi in cui i vampiri percepiscono il mondo che li circonda. Tuttavia sono necessarie due premesse: i prodotti editi dalla White-Wolf nelle collane “Mondo di Tenebra” e “Vampiri: il Requiem” (da cui si trae ispirazione) hanno già trattato in parte questo genere di argomenti, perciò le informazioni non saranno ripetute per non essere scorretti e ridondanti. In secondo luogo è importante sottolineare che un vampiro resta sempre e da sempre un non morto con un'intelligenza umana. Molti vampiri hanno compiuto degli studi su loro stessi, utilizzando tutti gli approcci e le metodologie che il mondo scientifico ha potuto conoscere, ma non è possibile dire che secoli di studio siano giunti a delle conclusioni definitive. I vampiri sono qualcosa che trascende i limiti della natura e le sue leggi, una teoria completamente scientifica della loro natura porta sempre a delle conclusioni elusive che lasciano fuori alcuni aspetti importanti, mentre le teorie “mistiche” soffrono del difetto opposto: queste possono dare delle spiegazioni complete sui grandi enigmi dei Fratelli delle Tenebre, ma sia i presupposti che le conclusioni a cui si giunge attraverso il misticismo non sempre possono essere dimostrate scientificamente.

Auspex:

In italiano questa Disciplina può essere tradotta come “Auspicio”, termine derivante dal Latino classico che si riferiva alla divinazione effettuata tramite l'osservazione del volo degli uccelli. Nel Mondo Antico le attività profetiche erano importanti praticamente quanto lo è ai giorni nostri l'economia, e così esistevano molti vocaboli con significati estremamente precisi per definire e riferirsi alle profezie. Con il tempo, venendo meno l'importanza delle pratiche divinatorie, le parole hanno perso la loro caratteristica di avere un significato ben definito e i termini sono divenuti dei sinonimi quasi equivalenti.

I Fratelli chiamano questa disciplina sia con il termine popolare “Vista” (con l'appropriata enfasi), che con quello più ricercato di Auspex poiché i vampiri contano di un dettaglio linguistico per il quale “distorcono” molte parole della lingua umana fino ad ottenere un correlativo dalla dizione e dalla scrittura, a loro avviso, più esotico ed elegante. Si tratta di un sottile accento sulla loro contemporanea diversità e continuità con il genere umano.

L'Auspex è la Disciplina propria del clan Mekhet, non esistono altri clan che consentono di “ereditare innatamente” questo Potere del Sangue al momento dell'Abbraccio, solo alcune rare linee di sangue, diramatesi da clan diversi dalle Ombre la padroneggiano ma anche in questi pochi casi, ciò è avvenuto solo perché il fondatore di questa linea ha operato sul proprio Sangue per trasmettere alle sue progenie una Disciplina imparata da altri.

Nonostante la gradissima gelosia intorno alle cosiddette Discipline esclusive, c'è da registrare il fatto (tenuto nascosto) che proprio l'Auspex – patrimonio del clan più attento e geloso dei propri segreti tra tutti – è la Disciplina esclusiva più diffusa tra i membri degli altri quattro clan per via della sua indubbia utilità.

Basta dire che l'Auspex permette di vedere perfettamente al buio, di ascoltare i discorsi a distanza di metri e di porte chiuse, per capire quanto sia indispensabile per un predatore. Ma Auspex è molto altro ancora: man mano che un Fratello apprende a usare questo Potere del Sangue si accorge che non solo è capace di aumentare oltre ogni limite umano la proprie capacità di percezione, ma di svilupparne alcune completamente aliene alle capacità umane. Il resto è dettagliatamente descritto nei libri della White-Wolf.

I sensi dei vampiri:

Non esistono due vampiri identici, ed è persino estremamente difficile che esistano due vampiri molto simili tra loro, poiché sono esseri sovrannaturali e dopo l'Abbraccio ciascuno di loro si trova di fronte una via per diventare qualcosa di assolutamente unico sia negli aspetti più rilevanti ed evidenti, sia in quelli più banali e minuti del loro Requiem.

Si possono però descrivere dei tratti in comune tra tutti. Per esempio, un vampiro è un essere che si muove come se niente fosse, ma non ha battito cardiaco né produce spontaneamente calore corporeo. Volente o meno, qualsiasi vampiro è perfettamente in grado di restare assolutamente immobile per ore, perché i loro muscoli, le articolazioni e quant'altro, non soffrono dello stress e dell'affaticamento degli esseri viventi. Alcuni Fratelli possono atteggiarsi e muoversi esattamente come un essere umano: respirare involontariamente, avere dei piccoli tic, spostare il peso del corpo da un piede all'altro, ma questo dipende dalla loro Umanità, cioè da quanto sono “connessi” al loro retaggio di essere umano. Chi perde questa connessione molto spesso perde anche la capacità di atteggiarsi come un vivente, a partire da questo sono nate le leggende sulle stupefacenti movenze ultraterrene dei vampiri.

Sempre seguendo l'impostazione dei “tratti in comune”, vediamo quali tra questi corrispondono ai cinque sensi che i vampiri hanno in corrispondenza ai loro corpi di esseri umani.

Vista: I vampiri vedono il mondo esattamente come un normale essere umano. Se un umano miope viene Abbracciato, di solito resta miope per l'eternità. A volte però può riguadagnare le diottrie perdute. Potendo muoversi unicamente di notte, di solito i vampiri vedono mediamente meglio nel buio, riuscendo a distinguere meglio i particolari e, grazie all'abitudine sono meno infastiditi dai riflessi delle luci.

Tuttavia, in mancanza della Vista, se le fonti di luce sono molto basse o del tutto assenti, come chiunque altri i vampiri non riescono a vedere. L'uso della Vista in questi casi ha un curioso effetto: la visione notturna infatti è a colori, ma questi sono di tonalità pastello e del tutto irreali.

Il particolare proviene dal fatto che la “parte soprannaturale” dei sensi di un vampiro è stata sviluppata in una dimensione di esistenza nella quale non esiste la luce solare. La Vista rielabora i colori in base a ricordi o a concetti molto semplici di colore. Infatti uno dei più grandi limiti dei vampiri è che non possono più vedere la realtà sotto la luce del sole, quindi il colore del cielo azzurro è solo un ricordo, passibile di modificarsi con il tempo.

Solitamente i vampiri non soffrono di fotofobia. Le luci alte e intense non urtano i loro occhi, neppure gli ultravioletti, solo la presenza del fuoco come minaccia imminente – o una patologia psicologica – li disturba.

Udito: Senza l'uso di Auspex l'udito dei vampiri è esattamente lo stesso di quello dei comuni esseri umani, tuttavia i vampiri riescono a cogliere con più immediatezza alcuni dettagli che solitamente sfuggono ai viventi. Date le loro abitudini predatorie, riescono a cogliere molto prima i rumori di avvicinamento o di allontanamento di qualcuno a piedi, i versi e i rumori degli animali divengono per loro segnali molto evidenti, soprattutto i vampiri si concentrano quasi d'istinto sul rumore del battito cardiaco e della circolazione del sangue di qualunque essere vivente nelle loro vicinanze.

Gusto: Il gusto è senz'altro il senso maggiormente limitato dei vampiri. Loro possono nutrirsi solo ed esclusivamente di sangue e nella loro bocca questo liquido assume un gusto incredibilmente favoloso e desiderabile, inoltre ogni preda ha un gusto diverso per loro, la stessa preda può cambiare di sapore se viene “Baciata” in situazioni differenti. Niente è pari al sangue perché niente altro ha sapore per un vampiro, qualsiasi altra cosa liquida o solida entri in bocca a loro ha la consistenza della sabbia e il sapore della cenere. Anche se un vampiro è in grado di ricorrere ai Poteri del Sangue per imitare la vita, e quindi cenare come fosse un normale umano, il sapore dei cibi non cambia e il pasto risulta una tortura.

L'unica eccezione a questa regola riguarda la carne degli esseri viventi, contendendo sangue ed essendo delle prede a tutti gli effetti, un vampiro può percepire il sapore del sangue della vittima attraverso la sua pelle, ma l'atto del cannibalismo riporta tutto come prima ed è praticamente sconosciuto.

Olfatto: L'olfatto dei vampiri è praticamente simile a quello degli esseri umani e molti ne fanno largo uso perché, paradossalmente, i vampiri non possono assaporare nulla dei cibi e delle bevande umane, ma possono annusare quanto vogliono. Molti vampiri diventano dei consumati tabagisti o degli estimatori di vini e amano i fiori e le colonie. Per questa ragione il loro olfatto tende ad affinarsi col tempo, ma ovviamente l'odore di sangue è quello che riescono a discernere meglio per qualità. Auspex può trasformare un vampiro in un segugio ineludibile.

Tatto e sensazioni termiche: La pelle dei vampiri è un tessuto completamente morto e non secerne sebo. Questo è un vantaggio perché i vampiri non lasciano mai impronte digitali quando toccano gli oggetti, inoltre, senza quel sottilissimo velo che ricopre la pelle delle mani, la loro sensibilità è aumentata. Tendenzialmente i vampiri preferiscono gli oggetti e le superfici lisce, le più lisce possibili, proprio perché il ruvido li infastidisce abbastanza.

Per quanto riguarda la percezione del caldo e del freddo i vampiri sono abbastanza curiosi. Fondamentalmente sono eterotermi, cioè i loro corpi assumono la temperatura dell'ambiente in cui si trovano, quindi sono freddi e gelidi in un posto al di sotto dei 36° gradi e “scottano” sopra i 42°, visto che non possono sudare.

I vampiri, inoltre, non hanno una percezione istintiva del caldo e del freddo, loro possono fermarsi a un centimetro da un blocco di ferro arroventato ma non percepire l'emanazione di calore che proviene da questo; fin quando non l'oggetto caldo o freddo non viene toccato direttamente con l'epidermide il vampiro non saprà della sua temperatura. Un'eccezione a questa regola riguarda il calore che proviene dagli esseri viventi: i vivi sono caldi per via della circolazione sanguigna e dei processi mitrocondriali che sviluppano energia e calore, un vampiro sa che gli esseri viventi sono caldi per via del sangue che contengono, il sangue è vita e loro riescono a percepire quasi normalmente questo tipo di calore.

Pressione, tensione, colpi: I corpi dei vampiri sono mediamente molto più resistenti di un corpo vivente. Il senso di oppressione o di tensione sotto sforzo viene percepito esclusivamente come un peso o una botta senza particolari connotazioni fin quando questo non gli provoca delle ferite.

Dolore e piacere: Questo è senza dubbio uno degli argomenti più enigmatici perché non è possibile chiarire se le sensazioni di dolore e di piacere provengano dall'Uomo o dalla Bestia dei vampiri. Comunque sia i vampiri, nonostante la loro resistenza superiore agli esseri viventi, provano dolore come tutti; a volte può sembrare che un vampiro non provi il dolore fisico ma si tratta solo di una specie di farsa, perché in realtà il vampiro non ha paura del dolore dato che non può subire nessuna ferita permanente. Ma questo non significa che un vampiro non provi nulla né che non abbia paura di della Morte Ultima.

Per quanto riguarda il piacere carnale, tutti i vampiri condividono il concetto che non c'è maggiore piacere del bere sangue, solo questo riempie i loro corpi di una sensazione d'inebriante piacere inspiegabile per chi è vivo. È una cosa talmente potente per la quale una larga fetta di vampiri abbandona ogni altra forma di gratificazione carnale dedicandosi esclusivamente alla Caccia, tuttavia almeno la metà dei vampiri mantiene una normale capacità di trarre piacere dalla “carne” in modi “tradizionali”.

    3
   
   

I cappelletti, pasta fatta in casa con ripieno di carne, sono una specialità culinaria che l'Umbria condivide con l'Emilia Romagna. La pietanza, di solito in brodo ma a volte anche condita con sughi di carne, viene consumata tutt'ora nelle case di Perugia e del resto della provincia, immancabilmente durante i giorni di festa come Natale, Pasqua e altre ricorrenze solenni.

Il torcolo, invece è un dolce più tipicamente perugino. Impastato con uova, farina e zucchero, viene cotto al forno modellato come una grossa ciambella, a volte viene arricchito di gocce di cioccolato o altro. Il Torcolo può essere sia soffice e spugnoso, sia indurito come un biscotto, in quest'ultimo caso si consuma a piccoli pezzi – detti “tozzetti” - come dolce a fine pasto bagnato nel vin santo. A Perugia non si usa l'espressione “tarallucci e vino”, ma “tozzetti e vin santo”.

Il biroccio è un carro a due ruote che nel passato i contadini facevano trainare dai buoi. La sua utilità è venuta meno da molti anni ormai e il termine ha assunto il significato di “rottame”, “vetusto”, con forte sfumatura popolare.
    3
   
   

Nel tentativo di riprodurre alcuni aspetti del dialetto perugino in un misto di italiano spurio, capace di conservare sia la comprensibilità che qualche sfumatura del vernacolo, ho sempre utilizzato il pronome personali sotto le forma “me” e “te”, e ho mutato la preposizione “di” in “de”.

Le ragioni di queste scelte stilistiche riposano sul fatto che il dialetto perugino non deriva, né ha subito un così grande influsso da parte del toscano.

Infatti in italiano i pronomi personali “me” e “mi” vengono utilizzati diversamente nelle forme verbali, in base alla posizione in cui vengono poste queste particelle rispetto al predicato.

Nella forma “ti amo” il pronome “ti” si trova in una posizione detta pretonica, diversamente dalla forma “amo te”, nella quale la “e” del pronome regge e caratterizza con il suo accento l'intonazione della frase.

Originariamente, nel latino volgare, i pronomi “ti” e “mi”, così come la preposizione “di” non esistevano, e solo il dialetto toscano attuava una cosiddetta “chiusura” nella pronuncia della “e” pretonica in “i”, perché più dolce e scorrevole. Quando questo dialetto fu preso a modello per la lingua italiana la preposizione mutò e si aggiunse un pronome personale in più per la prima e la seconda persona singolare.

Dato che il perugino non è un dialetto derivato dal toscano e non è stato così fortemente influenzato da questo, il “me”, il “te”, e la preposizione “de” sono le uniche usate, quando non vengono troncate di fronte a una parola che inizia con una qualsiasi vocale o addirittura di fronte alla “l” (t'l, d'l, m'l).

    3
   
   

Ho trovato l'immagine di questa vecchia cartolina d'epoca di Largo Cacciatori delle Alpi, e devo dire che tutto sommato questa circonvallazione proprio sotto il centro, non è cambiata quasi per nulla dall'epoca in cui venne scattata la foto. Sono visibili i Tre Archi, la statua di Giuseppe Garibaldi, e viale Indipendenza, che porta a Piazza Italia.

    3